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Genere:

Selfpubblished limited edition 100 copie firmate e numerate 

Edizione:

1

Anno pubblicazione:

2020

Formato:

50 x 70

Carta:

Cartoncino patinato opaco 250 gr

Prezzo per copia:

15 euro

Il mare, il porto, uno stesso giorno, una stessa ora, gli stessi occhi e particolari diversi.
Un'idea, quella di Teodoro Iaia, che stupisce ed obbliga noi spettatori ad osservare più lentamente ed attentamente luoghi e dettagli. Considerare ciò che ci circonda come diverso ogni volta ed ogni volta innamorarsi un po' di più di una città che racconta la sua vita da tremila anni attraverso il porto e il mare...
"Il mare non é una cosa, ma mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre" così Fernand Braudel. Ma il mare ha una sua dualità, una sua ambiguità. Da una parte è armonia, un’immagine idealizzata del luogo della ‘libertà umana’, uno spazio ideale per comunicazioni fra diversi popoli, per un vero e proprio dialogo fra culture. E dall’altra parte, ma altrettanto forte, si impone l’immagine del mare come luogo della disarmonia, delle turbolenze, dei conflitti. Un insieme di molte contraddizioni. Si sono sempre di più allontanate l’una dall’altra le sponde. Oggi regna la separazione e il concetto di universalità si scioglie davanti agli occhi innocenti dei bambini. Occhi come quelli di Rosa, bambina macedone che vendeva rose gialle sul porto di Brindisi ai piedi della scalinata Virgilio, e che era alla ricerca di una vita che a malapena conosceva. Erano gli occhi di un'anima pulita con un colore particolare: un po’ marrone come l’autunno, grigio come il vento dell’Adriatico, verde come i fondali del Mediterraneo. Rosa non abbassava lo sguardo davanti ai passanti indifferenti ed impietositi anzi sorrideva. Di cosa si sarebbe dovuta sentire colpevole? Il suo crimine, come dice Juan Goytisolo, è “l'istinto per la vita e l’ansia di libertà”, quell’atomo di libertà che le persone usano scappando dalla guerra o dalla miseria. Rosa aveva otto anni nel 2015 ed era in Puglia da cinque. Non frequentava la scuola. Era arrivata cinque anni prima con i suoi tre fratelli, sua madre e suo padre che non vedeva più da un anno. Suo papà si chiamava Goran, "uomo della montagna". Le mancava, lo sentiva raramente per telefono. Rosa lo descriveva come un uomo forte, grande, occhi e capelli scuri e per un attimo ho avvertito sulla mia pelle che per lei non sentire quell'uomo era come avere le ginocchia fragili. Il mare per loro aveva significato libertà, speranza, ma non per tutti è così. Talvolta è un nemico, un rivale, un abisso, una voragine. Per Brindisi il mare ha sempre rappresentato un'identità, un modo di essere, un'unica personalità fatta di calore, cuore, accoglienza ed una strana magia.

Dott.ssa Katiuscia Di Rocco

Presidente Fondazione Teatro Verdi Brindisi

Direttrice Biblioteca Arcivescovile Annibale De Leo Brindisi

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